Cos’è l’Ospitalità?

Secondo voi, che cos’è esattamente l’ospitalità? Io me lo domando spesso e mi ritrovo, altrettanto spesso, ad analizzare le peculiarità del popolo italiano.

Molte volte siamo attratti dal diverso, da usi, costumi e tradizioni lontane anni luce da noi, ma se ci pensate, l’Italia è caratterizzata da scenari unici e tutti diversi tra loro a seconda della Regione che si visita ma anche del Comune che ci ospita. Credo che basti davvero spostarsi di qualche km per ampliare le nostre conoscenze e i nostri orizzonti.

I viaggiatori, al contempo, ogni volta che cambiano ambiente, città o Nazione, inevitabilmente portano con sè la propria storia, la propria cultura, il proprio passato e il proprio presente.

Ma questo cosa centra con l’Ospitalità? Vi starete sicuramente domandando… andiamo a riflettere insieme sull’argomento.

Che cos’è l’Ospitalità?

Credo fermamente che non è necessario andare dall’altra parte del globo per vivere esperienze fantastiche.

In Italia abbiamo dei posti favolosi e gente bellissima che li abita. Io ho avuto la fortuna di girare la penisola in lungo e in largo fin da bambina e poi, da grande, per innata curiosità e ho vissuto sempre momenti incredibili a cui ripenso spesso.

Quando si pensa alla popolazione autoctona, si fa riferimento sempre al concetto di “ospitalità” e di “accoglienza”. Ma esattamente, cos’è l’ospitalità?

Ospitalità intesa come la qualità di chi è cordiale, generoso e capace di abbracciare e accogliere l’altro. Accogliere vuol dire ricevere, accettare il prossimo, far sì che l’ospite sia incluso nel contesto di riferimento e che possa sentirsi a casa propria.

A me capita davvero spesso di sentirmi a mio agio in un luogo e di incontrare persone capaci di farmi sentire sempre a casa.

Una volta in Sardegna, a Orgosolo (un paese anarchico della Barbagia), busso alla porta di sconosciuti per chiedere di poter salire sul terrazzino esterno per fare delle foto.

La bellezza dell'ospitalità sarda e saggezza antica. Uno dei murales presenti a Orgosolo (Nu)

sull’uscio questa donna tutta d’un pezzo, vestita a lutto, con la sua gonnellona plissettata nera, su mucadore e i capelli naturalmente color castagna.

Le donne sarde hanno dei lineamenti molto marcati, soprattutto in Barbagia e, diciamolo pure, sull’isola comandano loro! Ovviamente ci dice di si e ci invita ad entrare a casa sua per mangiare dei dolci tipici e bere su filu e ferru (erano le 15.30 più o meno).

Avrei mai potuto rifiutare secondo voi? Impossibile, a meno che non volevo dire addio prematuramente ai miei cari.

Ma ci pensate quanto aperta al prossimo è stata questa donna? Una stupenda manifestazione di generosità e cortesia verso due pellegrini come noi. Spettacolare!

Una cosa di questo tipo mi è successa anche in Calabria.

Nel lontano duemila e non ricordo, ci siamo persi in un paesino in provincia di Vibo Valencia, uno di quei paesi molto piccolini e “chiusi” dove, all’ingresso, trovi sul cartello di “BENVENUTO”, dei buchi di arma da fuoco di dubbio significato.

C’eravamo persi ed era in corso la festa del patrono, io amo queste cose e vuoi che non rimanga lì ad assistere?

“Un paio di ore e andiamo”, dico ai miei compagni di viaggio. Siamo rimasti lì due giorni, ospitati da persone del posto che, oltre a farci mangiare cose atomiche, dormire nelle loro case, ci hanno raccontato aneddoti e regalato mille sorrisi sinceri. Quando ci hanno salutati, con faccia triste e sconsolata, la frase di addio è stata:”potevate rimanere un altro po’”.

Sarò riconoscente per sempre a questa gente. Speciali come pochi.

Un’altra volta in Trentino, in un maso sperduto tra le montagne innevate, abbiamo passato una serata bellissima in compagnia dei proprietari che a fine cena ci hanno regalato un vasettino di sale aromatizzato con le loro erbe di montagna e regalato un pezzettone di panna cotta appena fatta oltre che la loro gentilezza infinita.

Questi, per me, sono alcuni esempi di ciò che per me è l’ospitalità.

La protagonista è sicuramente la popolazione locale che riesce a comunicare al mondo il valore, la bellezza e le buone pratiche delle aree che abitano.

Dopo un anno dall’inizio di questa pandemia mi domando se continuerò a trovare queste anime così ospitali, queste anime così belle? Io sono sempre molto positiva ma, attorno a me, inizio a notare un imbruttimento generalizzato e paura del prossimo…

Noto che l’atteggiamento di ognuno sta diventando ossessivamente difensivo fino a percepire ogni straniero come un nemico.

Spero tanto di tornare presto a vivere e ad emozionarmi con leggerezza e tranquillità, a condividere momenti e culture differenti e ad esserne contaminata!